Giunzione per elettrofusione e meccanica

Giunzione per elettrofusione

Si tratta di un processo di giunzione attraverso il quale i due elementi vengono uniti mediante l’inserimento delle loro estremità in un manicotto elettrosaldabile, riscaldato al suo interno per mezzo di una resistenza elettrica (effetto Joule) collegata alla relativa saldatrice. I parametri di saldatura (intensità e durata della corrente erogata al giunto) sono indicati dal produttore del raccordo e vengono identificati dalla saldatrice attraverso la lettura ottica di codici a barre. L’elettrofusione è ampiamente utilizzata per la saldatura delle derivazioni della condotta principale, effettuate mediante collari di presa e selle, per gli interventi di manutenzione su reti e realizzazione di giunzioni tra condotte di diverso spessore (purché con lo stesso diametro). Le indicazioni di riferimento per questo tipo di saldatura sono contenute nella norma UNI 10521 (1997). Prima di procedere alla saldatura è necessario verificare l’efficienza delle attrezzature e le dimensioni degli elementi da collegare (compresa l’ovalizzazione dei tubi), considerando realizzabile l’operazione soltanto in un campo di temperatura tra -5 e +40 °C. Le estremità dei tubi da saldare devono essere preparate raschiandole per un tratto di lunghezza superiore a quella del raccordo di almeno 10 mm e per una profondità corrispondente a 0,1 mm per DN≤63 ed a 0,2 mm per DN>63

Giunzione meccanica

Questo tipo di giunzione deve garantire caratteristiche di antisfilamento ed assoluta tenuta dell’impianto nelle condizioni di esercizio stabilite dal progetto; si realizza mediante giunti metallici a serraggio meccanico, alcuni dei quali non esercitano graffaggio sulla superficie esterna del tubo e necessitano quindi di una boccola interna, oppure raccordi a compressione in materiali plastici.