Privacy Politica integrata Credits Politica per la responsabilità sociale

Le nuove tecnologie senza scavo, note come “trenchless” o “no dig“, si stanno sempre più affermando come la miglior soluzione a problemi sia di ripristino della funzionalità di condotte a base dei tradizionali materiali quali ghisa o cemento o PVC, ormai divenute col tempo difettose o addirittura inutilizzabili, sia di nuove installazioni sotterranee di tubazioni per acqua e gas.

Il punto di forza di queste nuove metodologie di installazione risiede nella:

  • Possibilità di effettuare la posa di tubazioni riducendo al minimo il numero degli scavi da effettuare ed evitando il danneggiamento delle strutture di superficie
  • Maggior sicurezza dei cantieri che risultano anche meno ingombranti
  • Maggior velocità di posa
  • Riduzione dei costi
  • Minimo impiego di mano d’opera
  • Riduzione dell’impatto ambientale e sociale

Le principali tecniche possono essere suddivise in tre categorie:

  • Rinnovo: metodi che consentono di ripristinare la funzionalità di condotte senza eliminarle, come lo “slip lining”, che prevede l’inserimento del nuovo tubo in quello già esistente, di diametro maggiore, o il “close-fitting”, attraverso il quale il nuovo tubo va ad aderire alla superficie interna del vecchio tubo esterno creando una forzatura e limitando l’inevitabile riduzione di sezione (questo metodo prevede una riduzione temporanea della sezione del tubo da inserire in fase di installazione).
  • Sostituzione: metodi con i quali la vecchia condotta viene sostituita completamente con una nuova di uguale o maggiore diametro; si tratta dei metodi detti “pipe splitting” e “pipe bursting”: entrambe le tecniche prevedono la rottura del vecchio tubo attraverso particolari teste, percussive o dotate di lame, che creano lo spazio necessario all’inserimento del nuovo tubo.
  • Installazione: metodi che consentono di installare nuove condutture interrate senza ricorrere a trincee continue; questi metodi comprendono: il “directional drilling”, che permette, attraverso l’utilizzo di una testa perforante orientabile, di scavare lungo il percorso voluto un foro pilota, che sarà poi ripercorso all’indietro trascinando il tubo da installare ed il “microtunneling”, che permette di fare avanzare, dietro la testa perforante, la nuova condotta spinta da martinetti idraulici.

È evidente come nell’applicazione di queste tecniche sia proprio la scelta del tubo in polietilene a giocare un ruolo fondamentale, per una serie di caratteristiche che lo rendono insostituibile, quali:

  • elevata resistenza all’intaglio per garantire le prestazioni a fronte di intagli che si possono generare sulla superfi cie esterna a seguito dell’inserimento in condotte già esistenti;
  • elevata flessibilità del manufatto finito fino a grandi diametri per adattarsi alle curve;
  • adeguata resistenza meccanica per sopportare le sollecitazioni in fase di trascinamento;
  • comportamento viscoelastico del tubo, che permette una riduzione temporanea della sezione in fase di inserimento
  • facilità di giunzione del tubo per mezzo di saldatura;
  • elevata competitività economica rispetto ad altri materiali;
  • affidabilità e sicurezza nel trasporto in pressione di acqua e gas (resistenza alla propagazione rapida della fattura).